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Juventus F.C.

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1890 anni

Le discussioni su quali siano i club calcistici italiani più antichi sono controverse a causa del fatto che alcune formazioni protagoniste degli albori del Assotiation Football moderno (nel paese che annovera remote versioni del gioco con il pallone, come il calcio fiorentino, o Kemari chinese e/o giopponese), sorsero come sezioni calcistiche di polisportive che prevedevano settori differenti per varie discipline svolte (ad esempio l'atletica leggera, la ginnastica, il ciclismo della 3ª Reppublica Francese, il cricket di Impero Gran Bretagna), oppure praticavano il nuovo sport all'interno delle società prima della nascita formale delle sezioni dedicate al football. In taluni casi, inoltre, l'istituzione di un settore riservato al calcio non si verificava e lo svolgimento della disciplina restava ufficioso.

Per giunta, alcune fra le prime manifestazioni di football furono i tornei inaugurati dalla Federazione Ginnastica Nazionale Italiana (FGNI, poi FGI), ovvero non un organo prettamente calcistico. Il football ginnico, comunemente detto calcio ginnastico ma ufficialmente definito "giuoco del calcio", ebbe le sue origini nella città di Rovigo, dove il professore di educazione fisica Francesco Gabrielli iniziò dal 1893 la sua promulgazione, e in quella di Treviso, dove ebbe luogo la prima edizione delle Gare Nazionali dei Giuochi Ginnastici nel 1896.

Il regolamento di ginnico, inizialmente contraddistinto da numerose peculiarità elaborate dallo stesso Gabrielli, fu via via uniformato ai precetti stabiliti dall'International Football Association Board (IFAB), fino alla loro completa adozione, avvenuta il 6 maggio 1903.


In Genova, l'estate del 1893 per ingresi stava volgendo al termine, era il 7 settembre quando, nelle sale del consolato britannico in via Palestro n.10 interno 4, nel pieno centro cittadino ricco di scagni di compagnie assicurative e armatoriali, si era dato convegno un folto gruppo di inglesi, Charles De Grave Sells, S. Green, George Blake, W. Rilley, George Dormer Fawcus, H.M. Sandys, E. De Thierry, Johnathan Summerhill sr. e Johnathan Summerhill jr., e soprattutto Charles Alfred Payton, baronetto dell'Impero Britannico e Console Generale di S.M. la Regina Vittoria d'Inghilterra a Genova.


Juventus Sport Club - Fondato nel 1897 di studenti liceali locali in Torino

«Nel 1896....., una brigata di studenti del Liceo d'Azeglio soleva avviarsi, finite le elezioni pomeridiane, verso il corso Duca di Genova e quindi, deposti i libri su d'una panca, dedicarsi al giuoco di 'barra'. Il foot-ball si insinuò più tardi: già si era visto giocarlo prima alla patinoire del Valentino e poscia in Piazza d'armi da alcuni stranieri residenti a Torino i quali avevano fondato il FC Internazionale mutandosi poi in FC Torinese. Con tante iniziative una società ci voleva e nell'autunno del 1897 se ne decise la fondazione. Qui cominciarono le vere origini della Juventus...» (Enrico Canfari, Storia del Foot-Ball Club Juventus di Torino, 1915)

La Juventus nacque nell'autunno del 1897 a Torino, come società civile «per gioco, per divertimento, per voglia di novità», su iniziativa di alcuni giovani studenti della terza e quarta classe del liceo classico Massimo d'Azeglio che si ritrovavano nella vicina piazza d'armi per giocare a football.

Secondo la memoria scritta che si riferisce all'origine della Juventus è verosimile che i soci fondatori furono Eugenio Canfari, Enrico Canfari, Gioacchino Armano, Alfredo Armano, Luigi Gibezzi, Umberto Malvano, Carlo Vittorio Varetti, Umberto Savoja, Domenico Donna, Carlo Ferrero, Francesco Daprà, Luigi Forlano ed Enrico Piero Molinatti cui si aggiunsero successivamente Pio Crea, Carlo Favero, Gino Rocca, Guido Botto ed Eugenio Secco, tutti con un'età tra quattordici e diciassette anni. Il luogo tipico di riunione di questi liceali era una panchina non distante dalla loro scuola, di fronte alla pasticceria Platti verso il corso Duca di Genova, oggi corso Re Umberto, all'angolo di corso Vittorio Emanuele II. La panchina è custodita dal 2012 nel museo del club. L'argomento principale era lo sport, in particolare il calcio, che dalla Gran Bretagna stava espandendosi nel resto d'Europa. La data ufficiale di fondazione del club non è nota e pertanto si assume come data convenzionale il 1º novembre 1897.

Inizialmente i soci fondatori dovettero affrontare il problema della sede, risolto dai fratelli Canfari che offrirono il retrobottega della loro officina ciclistica in corso re Umberto 42, dove ebbe luogo la prima riunione. Dopo un'opportuna votazione i soci, sebbene la maggioranza propendesse per i primi due nomi, scelsero invece, quello meno votato di Sport-Club Juventus (che suonava come un compromesso tra un nome ANGLOSASSONE, e uno latineggiante) per favorire la diffusione del nuovo sport e la passione per la squadra anche fuori dell'ambito cittadino o regionale. Enrico Canfari, autore tra gli altri dell'unico documento con caratteristiche di "ufficialità" attestante con sufficiente certezza la nascita e i primi anni della Juventus, racconta:

«Si venne finalmente alla seduta decisiva: battaglia grossa! Da una parte i latinofobi, dall'altra i classicheggianti, in minor numero i democratici. All'onore della votazione s’avanzarono tre nomi: 'Società Via Fort', 'Società Sportiva Massimo d’Azeglio' e 'Sport-Club Juventus'.

Per quest’ultimo pochi simpatizzavano, ragione per cui riuscì ad imporsi. Fra gli oppositori c'ero proprio io: mi sembrava che quel 'Juventus' più non s'addicesse a soci fatti maturi. Avevo torto: nella 'Juventus' non s'invecchia, [...] invecchia invece la 'Juventus'. E così la società fu battezzata 'Sport-Club Juventus'.»

La sede cambiò presto ubicazione: fu scelta una scuderia di via Parini composta da quattro camere, una tettoia e una soffitta, nonché provvista di acqua potabile. Tuttavia il costo dell'affitto, sei lire (dell'epoca) al mese, si rivelò proibitivo sicché lo Sport-Club Juventus venne sfrattato. Nel 1898 il club vide un incremento dei soci e dei giocatori tale da richiedere lo spostamento della sede presso un locale di via Piazzi 4. La presidenza della società passò da Eugenio Canfari al fratello Enrico. Il 15 marzo dello stesso anno fu fondata la Federazione Italiana Foot-Ball - FIGC. Per ragioni sconosciute la Juventus non si iscrisse all'associazione e quindi non poté partecipare al primo campionato italiano di calcio che si svolse l'8 maggio di quello stesso anno a Torino tra quattro squadre: Torinese, Genoa C.F.C, Ginnastica Torino e Internazionale Torino. Nel 1899 la società assunse il nome di Foot-Ball Club Juventus. Canfari descrisse così il motivo del cambio di denominazione:

«Da quell'epoca il nostro scopo sportivo venne più nettamente a precisarsi ed il solo foot-ball occupò la nostra attività; ed al primitivo nome di Sport-Club Juventus fu sostituito l'attuale 'Foot-Ball Club Juventus' o semplicemente Juventus. Questo nome fu, come vedete ora, veramente fortunato poiché le Società Sportive nostre omonime sono moltissime, ma la vera Juventus è una sola: la nostra.»

Gli incontri di quell'anno si svolsero in prevalenza in piazza d'armi, località Crocetta. La squadra ricevette anche i primi inviti da Alessandria, Milano e Genova e fu la prima squadra a ospitare a Torino una squadra straniera: il Montriond di Losanna. Presto la squadra acquisì il diritto di giocare al Velodromo Umberto I, uno degli impianti sportivi di Torino dell'epoca.

Nel 1897 la sua prima divisa sociale prevedeva una camicia bianca e pantaloni «alla zuava», sostituita due anni dopo da una camicia rosa con papillon, colletto bianco, cravattino e berretto nero.


1900 anni

La Juventus partecipò per la prima volta al Campionato Italiano di Football l'11 marzo 1900, con la terza edizione, non superando comunque le eliminatorie in piazza d'armi, perdendo 0-1 contro la Torinese. Il 18 marzo seguente la Juventus vinse la sua prima partita ufficiale battendo per 2-0 la Ginnastica Torino. La squadra venne eliminata nelle qualificazioni regionali, ma nel frattempo conquistò per la prima volta la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione, trofeo conquistato anche nei due anni successivi.

 

Nel successivo Campionato Italiano di Football 1901, che fu giocato tra cinque squadre, la Juventus vinse la prima eliminatoria contro la Società Ginnastica per 5-0 e giunse fino alle semifinali, ma venne battuta dal Milan. In quest'annata si aggiudicò il Gonfalone e la Medaglia del Municipio della Città di Torino in un torneo tra squadre liguri e piemontesi.

 

Tabellone di Campeonato 1901

 

 

Primo turno

 

 

 

 

Secondo turno

 

 

 

 

Finale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1

 

Genoa Genoa

0

 

 

 

 

 

2

 

Milan Milan

3

 

 

 

 

2

 

Milan Milan

3

 

3

 

Juventus Juventus

5

 

 

 

 

3

 

Juventus Juventus

2

 

 

 

4

 

Ginnastica Torino Ginnastica Torino

5

 

 

 

 

Il 1902 segnò l'ingresso nella squadra della Juventus, all'epoca composta quasi totalmente da studenti universitari, dei primi giocatori stranieri e di Carlo Favale come nuovo presidente. La Juventus disputò quella stagione il girone eliminatorio del quinto campionato di calcio e alla fine dovette cedere il passo alla Torinese. Il 24 ottobre disputò la semifinale della Coppa Città di Torino contro l'Audace, superandola e raggiungendo la finale del 2 novembre successivo contro il Milan. Al 90' il punteggio era di 2-2 e nei tempi supplementari entrambe segnarono ancora una rete, portandosi sul 3-3. A questo punto l'arbitro decise di continuare a oltranza applicando una sorta di «golden goal ante litteram», ma il Milan era in disaccordo e decisero di non proseguire l'incontro lasciando campo libero alla Juventus, che venne così proclamata vincitrice dell'edizione.

 

1903: l'anno della maglia bianconera

Nel 1903 Savage, insieme all'amico Goodley, portò dall'Inghilterra (in particolare da Nottingham) delle divise da gioco più moderne, quelle del Notts County a strisce verticali bianche e nere: esse vennero regalate alla Juventus, che le adottò al posto delle sue precedenti camicie rosa. Nel frattempo la sede sociale venne trasferita da via Gasometro 14 a via Pastrengo.

Nel campionato nazionale di quell'anno la Juventus arrivò per la prima volta alla finale, perdendo tuttavia per 0-3 contro il Genoa. La Juventus vice-campione d'Italia venne invitata a Trino presso Vercelli a disputare un torneo triangolare, i cui incontri si giocarono nella stessa giornata l'11 ottobre dello stesso anno. La finale del pomeriggio si giocò tra una compagine novarese chiamata Forza e Costanza e la Juventus, che vinse per 15-0 e conquistò il Torneo di Trino Vercellese. La Juventus partecipò anche alla Coppa Città di Torino — questa volta un quadrangolare con Andrea DoriaAudace e Milan — un mese dopo la vittoria a Torino.

La Juventus fece sua per la seconda volta la Coppa Città di Torino dopo avere vinto per 2-0 contro l'Audace e per 1-0 contro il Milan in finale.

 

Dalla seconda finale in campionato al primo titolo italiano (1904-1905)

Il 1904 fu l'anno in cui arrivarono alla Juventus nuovi soci e i tre fratelli Ajmone Marsan dalla Svizzera, mentre il campo di gioco ufficiale si spostò dalla piazza d'armi al Velodromo Umberto I, che era dotato di tribune. Nel campionato italiano di Prima Categoria dopo avere vinto le eliminatorie nazionali per la seconda volta consecutiva arrivò nuovamente in finale contro il Genoa, perdendo nuovamente sul campo di ponte Carrega a Genova con il risultato di 1-0. Al termine della stagione al Velodromo Umberto I si giocò la Coppa Universitaria, un torneo internazionale in cui la Juventus sconfisse in partita secca il Lyon Olympique Universitaire per 9-1.

Nel 1905 divenne presidente della Juventus lo svizzero Alfred Dick, proprietario di un'industria tessile, che rinforzò la squadra inserendo alcuni suoi dipendenti. In quella stagione la società spostò la sua sede a via Donati 1 e il presidente firmò un lungo contratto di affitto per l'utilizzo del Velodromo di corso Re Umberto.

Nel campionato dello stesso anno la Juventus aveva superato il girone eliminatorio vincendo 2-0 per forfait le due partite contro la Torinese, ritiratasi dalle eliminatorie regionali. Nel girone finale del campionato italiano batterono la US Milanese per 3-0, pareggiando a Genova per 1-1 con il Genoa e battendo di nuovo la Milanese a Torino per 4-1, mentre l'ultima gara del girone si risolse in un nuovo pareggio per 1-1 contro il Genoa nella sfida decisiva del girone finale giocata a Torino il 2 aprile dello stesso anno, gara che venne ripetuta tre volte. Fu il primo grande successo del club, il suo primo titolo di campione d'Italia, che valse alla Juventus la cosiddetta Targa Federale, chiudendo il girone finale al primo posto a 6 punti contro i 5 dl Genoa.

Gli undici giocatori della Juventus che vinsero il campionato italiano per la prima volta furono Domenico Durante, Gioacchino Armano, Oreste Mazzia, lo svizzero Paul Arnold Walty, il capitano Giovanni Goccione, lo scozzese Jack DimentAlberto BarberisCarlo Vittorio Varetti, Luigi Forlano, l'inglese James Squair e Domenico Donna, quest'ultimo anche allenatore della Juventus.

In quell'anno la Juventus si aggiudicò anche il torneo di Seconda Categoria, a cui partecipavano sia le squadre riserve sia le prime squadre di club non iscritte alla Prima Categoria. La «Juventus B» fu ammessa di diritto al girone finale, in quanto unica iscritta dell'eliminatoria piemontese, in compagnia di Genoa e Milan. Vinse per 1-0 contro il Milan in casa, per 2-0 a Genova, per 3-0 a Milano (con titolo matematico) e per 2-0 a tavolino con il Genoa per forfait. Gli artefici di questa vittoria furono Francesco LongoGiuseppe Servetto, Lorenzo Barberis, Fernando NizzaEttore CorbelliAlessandro Ajmone Marsan, Ugo Mario, Frédéric Dick, Heinrich Hess, Marcello Bertinetti e Riccardo Ajmone Marsan.

A coronamento della stagione ci fu il successo per 2-1 sui titolari nella partitella in famiglia al termine del campionato.

 

1906: la rinuncia allo spareggio per il titolo e lo scisma societario

Nella stagione 1906 la Juventus chiuse al primo posto il girone finale del campionato, a pari merito con il Milan, pareggiando 0-0 nello spareggio di Torino. L'allora FIF decise di far ripetere la partita sul campo della Milanese il 6 maggio, tuttavia la Juventus rinunciò adducendo ragioni geografiche; il Milan fu quindi dichiarato vincitore di quella partita per 2-0 grazie alla deliberazione dalla FIF e, di conseguenza, del titolo del IX Campionato Federale.

In autunno la squadra riserve juventina raggiunse il terzo posto nel campionato di Seconda Categoria. Sul finire dell'anno, nonostante i risultati sportivi, la maggioranza dei soci era ormai in aperto contrasto con il presidente Alfred Dick, colpevole ai loro occhi di avere dato al suo mandato un'impronta sempre più autoritaria, palesando un crescente ostracismo verso il gruppo degli italiani e annesso stile di vita, da lui giudicato troppo distante dal rigore svizzero; messo in minoranza, Dick dovette lasciare la Juventus e, al suo posto, eletto nuovo presidente Carlo Vittorio Varetti, già tra i fondatori della squadra.

La crisi sfociò in uno scisma in seno al club, che finì per riscrivere la geografia del calcio cittadino. Il transfuga Dick, più che desideroso di rivalsa, si accordò con la FC Torinese, formazione che qualche anno prima aveva assorbito i concittadini dell'Internazionale Torino, e fondò il Torino, neonato club in cui l'industriale elvetico riuscì a far migrare vari elementi-cardine della squadra juventina come Walty, Bollinger, Mazzia e, in un secondo tempo, Diment e Squair, forte dell'essere, per alcuni, il loro datore di lavoro; a rimetterci il posto in fabbrica fu Alberto Barberis, l'unico rimasto fedele ai colori bianconeri.

 

Triennio 1907-1909: i campionati disconosciuti e la doppia conquista della Palla Dapples

Senza più l'importante apporto economico di Dick, nel 1907 la Juventus dovette fare ritorno al vecchio campo di piazza d'armi. In campionato fu eliminata proprio dal neorivale Torino il 13 gennaio 1907 (1-2 all'andata e 1-4 al ritorno), chiudendo il torneo al secondo posto delle eliminatorie piemontesi.

Nell'ottobre dello stesso anno in una seduta straordinaria della FIF fu presa la decisione di «sdoppiare» il campionato: il primo mantenne la denominazione tradizionale di «Campionato Italiano» (Coppa Romolo Buni) ed era riservato solo a squadre composte interamente di calciatori italiani, mentre il secondo fu denominato «Campionato Federale», era aperto anche a giocatori stranieri e avrebbe assegnato alla squadra vincitrice la Coppa James Spensley.

Originariamente al torneo federale doveva partecipare anche il Milan, che tuttavia il 1º gennaio 1908 si ritirò per protesta nei confronti della decisione della FIF di abbinare la Coppa Spensley (ex Coppa del Campionato Italiano) alla nuova competizione: il torneo si ridusse quindi a una finale a due tra la Juventus e l'Andrea Doria. La gara di andata della finale del Campionato Federale a Genova contro la Doria fu vinta dalla Juventus per 3-0. Un mese dopo si rigiocò a Torino, dove la Doria vinse per 0-1. Lo spareggio si giocò il 15 marzo e finì 2-2, ma l'incontro fu successivamente annullato per un errore tecnico arbitrale.

Passarono due mesi e il 10 maggio si poté rigiocare lo spareggio al Corso Sebastopoli — campo della Juventus fino al 1922 —: i bianconeri vinsero per 5-1 con Ernesto Borel mattatore dell'incontro e vennero proclamati "Campioni Federali d'Italia". Il titolo, però, venne successivamente disconosciuto, anche perché alla Juventus non fu assegnata la Coppa Spensley che le spettava di diritto: all'inizio della stagione successiva, infatti, la Federazione deliberò che la coppa venisse assegnata permanentemente al Milan, la società che l'aveva vinta per due volte di fila (1906 e 1907), a titolo risarcitorio.

La Juventus giocò ancora prima che diventasse campione federale (poiché la partita decisiva si disputò soltanto il 10 maggio) il Campionato Italiano (Coppa Romolo Buni), iniziato a marzo dello stesso anno con altre tre squadre. Il 1º marzo pareggiò 1-1 a Vercelli contro la Pro Vercelli (poi vincitrice del torneo) nella gara d'andata delle eliminatorie regionali e perse 2-0 la partita di ritorno (doppietta di Carlo Rampini per la Pro Vercelli), venendo eliminata dal torneo. Furono proprio i vercellesi a conquistare il titolo di "Campioni d'Italia". La Juventus si ritirò poi per protesta contro il divieto di impiego di giocatori stranieri.

Nello stesso anno la Juventus conquistò due Palle d'Argento Henry Dapples nelle finali disputate il 22 novembre e il 13 dicembre: in entrambe le occasioni batté la Pro Vercelli.

Nel 1909 il sistema dei due campionati federale (aperto agli stranieri) e italiano (aperto solo ai calciatori italiani) venne riproposto e la Juventus partecipò a entrambi. Al Campionato Federale (Coppa Zaccaria Oberti) iniziato a gennaio fu eliminata al primo turno delle eliminatorie piemontesi dal Torino.

 Il Campionato Italiano (Coppa Romolo Buni) iniziò invece a marzo e fu trionfale per la Juventus, che una volta superate le eliminatorie piemontesi grazie agli abbandoni di Torino e Pro Vercelli sconfisse dapprima la Doria nella semifinale ligure-piemontese e poi in finale la Milanese (1-1 in casa, 2-1 in trasferta), vincitore della semifinale lombardo-veneta (dove aveva sconfitto il Vicenza con un complessivo 10-1, 2-1 all'andata e 8-0 al ritorno), aggiudicandosi così la Coppa Romolo Buni e il Campionato italiano di Prima Categoria. La Federazione, tuttavia, legittimò a posteriori come titolo di "Campione d'Italia" il trofeo federale vinto dalla Pro Vercelli e disconobbe quello italiano ottenuto dai bianconeri, a causa dell'attività di boicottaggio dei club contrari alla divisione del campionato: destino esattamente opposto a quello dei tornei del 1908.


Anni 1910

 

 

 

Dall'allargamento del campionato al ripescaggio (1909-1913)

Il tredicesimo campionato, disputatosi nella stagione 1909-1910, fu il primo nella storia del calcio italiano in cui venne introdotto il girone unico con partite di andata e di ritorno. Quell'anno si classificò al terzo posto con 18 punti, sette in meno rispetto all'Inter (campione d'Italia federale e assoluto dopo un controverso spareggio con la Pro Vercelli) e alla Pro Vercelli (campione italiano, titolo anch'esso disconosciuto, in quanto migliore squadra composta unicamente da calciatori nazionali). Dopo questo torneo la suddivisione tra campionato federale e italiano terminò.

Il quattordicesimo campionato nazionale fu il primo in cui furono ammesse squadre della regione nord-orientale d'Italia (Emilia e Veneto) e anche il primo dove fu introdotto il calendario dalla FIGC. Finì nona e ultima nella classifica del cosiddetto torneo maggiore con dieci punti. Si presentò al torneo successivo nell'ottobre 1911 con un organico composto da soli dieci giocatori, giungendo all'ottavo posto nella classifica finale del torneo con nove punti.

Nella stagione 1912-1913 il girone unico fu abolito e il campionato nazionale venne esteso anche alla regione centro-meridionale della penisola italiana con formazioni toscane, laziali e campane in uno dei due tronconi del campionato, i cui vincitori accedevano direttamente alla finale del campionato. La Juventus si classificò all'ultimo posto nel girone ligure-piemontese, nel primo anno in cui vennero introdotte le retrocessioni in Promozione, come conseguenza di un periodo critico a livello economico per la grande difficoltà della società a reclutare nuovi giocatori nelle ultimi tre stagioni.

Ma al pari di tutte le squadre classificate all'ultimo posto nei loro gironi, fu ripescata in seguito all'annullamento del sistema di retrocessione e, insieme ai corregionali del Novara, venne transitoriamente ammessa nel girone lombardo del campionato successivo: questo in seguito alla fusione tra le neopromosse lombarde Lambro e Unitas nella AC Milanese, che portò al ripescaggio della Racing Libertas (ultima classificata del girone lombardo-ligure) e a quello seguente di Juventus e Modena, rispettivamente ultime dei gironi piemontese e veneto-emiliano.


Già nel 1973, in occasione della finale di Coppa dei Campioni contro l'Ajax al Marakana di Belgrado, il tifo juventino si rese protagonista di una grande trasferta con 50,000 bianconeri presenti. I primi gruppi di tifosi juventini di natura ultrà furono creati verso la metà degli anni 1970. I primi tre gruppi conosciuti sono Globetrotters, Venceremos e Autonomia Bianconera, schierati su posizioni di estrema sinistra.

Mentre da allora la tifoseria ha ideologie anticampanilistiche. Nel 1974 nella Curva Filadelfia dello stadio Comunale prevalgono club come lo Juventus Club Filadelfia, lo J.C. Torin e il Primo Amore Umberto Sansoè. Proprio da quest'ultimo club alcuni ragazzi, stanchi di doversi sempre difendere da soprusi e violenze varie in ogni parte d'Italia, si aggregano nella sede del club e fondano il club Panthers che sarà il primo gruppo ufficiale juventino nella balconata della curva. Poi, nel 1976 troviamo insieme ai Panthers anche il gruppo organizzato Fossa dei Campioni (anch'esso nato intorno al club Primo Amore) capitanato da Antonio Marinaro anche chiamato "Jacky l'ultras".

Il Gruppo Storico Fighters o semplicemente Fighters fu fondato da Beppe Rossi, il personaggio più importante tra tifosi e ultrà, nell'anno successivo. Questo gruppo sarà il più importante della Curva Filadelfia fino alla fine degli anni 1980, infatti lo striscione dei Fighters si troverà per anni al centro della curva, relegando la Fossa a destra mentre a sinistra troveremo il gruppo Superstars, facendo scomparire dalla scena i Panthers. Il gruppo di Beppe Rossi porterà una rivoluzione nel tifo bianconero, eliminando i tamburi dalla curva e introducendo un tifo "all'inglese" fatto di sciarpe e mani.

I tifosi juventini in trasferta a Marassi per la sfida contro la Sampdoria, decisiva per lo scudetto, nell'ultimo turno della Serie A 1976-77.

Durante la prima metà degli anni 1980, si costituiscono numerosi altri gruppi di tifosi come Gioventù Bianconera, Area Bianconera, Indians (gruppo progenitore del Club Vecchia Guardia-Intoccabili) e il Viking (gruppo ultrà fondato a Milano). Questi raggruppamenti si combineranno sotto la denominazione di Nucleo Armato Bianconero (N.A.B.), un gruppo principalmente di Genova, l'unico gruppo juventino paragonabile agli hooligan. È stato durante quel periodo che ebbe luogo il primo spostamento all'estero di gruppi di tifosi juventini (a Bruxelles contro l'Anderlecht nel 1981). Nel 1984 tutti i gruppi si uniscono sotto il nome di Black & White Supporters (nome imposto dalla polizia), ma questa unione avrà una vita di appena sei mesi. In quell'anno i tifosi bianconeri si resero protagonisti anche a livello internazionale con circa 50,000 sostenitori presenti al St. Jakob Stadium di Basilea in occasione della finale di Coppa delle Coppe vinta dalla squadra bianconera, una trasferta descritta in quel periodo come la più grande invasione sportiva in terra elvetica.

Nel 1987, a causa degli scontri di Firenze con i tifosi della Fiorentina, il gruppo dei Fighters venne sciolto. La maggior parte dei suoi dirigenti, in società con altri gruppi della Curva Filadelfia (Indians, Gioventù Bianconera) si riuniscono nell'ambito di un nuovo gruppo chiamato Arancia Meccanica (direttamente ispirato all'omonimo film del regista Stanley Kubrick). Il carattere violento di quel film forzerà il gruppo a cambiare nome in Drughi.


瀬戸内海時代のホープとして限りない前進を続ける水島臨海工業基地。1953年から、岡山県は大型船舶の入港を可能とするために航路泊地の浚渫に着手しました。今では 公安の整備も進み、すでに水深13メートルまでに掘り下げられた港には、中近東から原油を積んだ4万トン級の大型タンカーが相次いで入港し、工業港として活気を呈してきました。 水島港をはさんで相対するA地区とB地区では昨年2つの製油所が相次いで操業を始め、待望の石油化学コンビナートの基礎が気付かれました。 一方水島のエネルギー源を一手に引き受ける中国電力水島火力発電所は、昨年の11月、第1期工事を完成し、12万5千キロワットの送電を始めました。

その北側では鉄鋼コンビナートの先陣、東京製鉄岡山工場の建設が急ピッチで進められています。 今年の中頃、操業を目指して基礎工事もすでに終わり、工場の骨組みもようやくその全貌を見せ始めました。さらに水島には年間粗鋼生産高600万トン以上という、世界第1級の規模を持つ川崎製鉄所の進出が決まっており、いよいよ今年から本格的な工場建設が始まります。

浚渫船は今日も活動を続けており、サンドパイプから絶え間なく吐き出される土砂で、次々に新しい工業用地が出来上がっています。 この工業基地の背後に広がる水島の町並みは、水島銀座と呼ばれる商店街を中心に新開地らしい活気を見せています。すっかりたたずまいを変えた水島の市街地にはスーパーマーケットや鉄筋の高層アパートが立ち並び新しい町づくりが急がれています。こうして水島は日本経済の1憶を担う新鋭の重化学工業基地として170万県民の期待のうちに今年も大きく発展することでしょう。

川崎製鉄水島サッカー部は、かつて存在した日本のサッカークラブ。川崎製鉄(現・JFEスチール)のサッカー部として1966年に創部し、1987年からチーム名を「川崎製鉄サッカー部」に改めた。通称は川鉄(かわてつ)もしくは水島(みずしま)ないしは双方を合わせた川鉄水島(かわてつみずしま)。また、川崎製鉄水島サッカー部の傍系クラブとしてリバー・フリー・キッカーズ(RFK)が存在する。

1978年に中国サッカーリーグに昇格。1980年に中国リーグで初優勝し、全国地域サッカーリーグ決勝大会に初めて出場したが、グループリーグで敗退した。1985年、中国リーグで5度目の優勝。地決はグループDを2戦2勝の成績で決勝ラウンドに進出。決勝ラウンドは2勝1敗の2位の成績で規定により1986年からの日本サッカーリーグ(JSL)2部への昇格が決まった。

1986年からJSLが廃止される1992年までJSL2部に在籍し、最高順位は1990年-91年シーズンの7位。JSLカップは初出場初勝利(1回戦:TDK(現:ブラウブリッツ秋田))を挙げた1986年と1989年以外はいずれも初戦で敗退した。

1992年以降はジャパンフットボールリーグ(JFL)に参加。1995年1月1日より兵庫県神戸市に本拠地を移し、親会社となる川崎製鉄からも離れてヴィッセル神戸となり、企業クラブとしての歴史に幕を下ろした。また川鉄水島OBチームである「リバー・フリー・キッカーズ」を前身としたファジアーノ岡山FCにとっても母体(源流・発祥)としているクラブである。


1994-95シーズン優勝決定後の場内一周中に、ゴール裏中核団体のひとつヴェッキア・グアルディアが投げ渡したオリジナルマフラーを受け取るディディエ・デシャン。選手との親密さを築く上でポピュラーな行為だ。

 

Nel 1993, nascono i Viking Nab, dalla fusione dei Viking di Milano e dei N.A.B. di Genova. I Viking presentano una consistente base quantitativa, uno spirito trascinante imperniato sul concetto di radicalità, una fede inscalfibile, una vocazione al viaggio, una buona capacità organizzativa, antiamicizie, antiidoli e antistrumentali.

 

Dopo la vittoria della Champions League 1995-96, Fighters, Drughi, Vecchia Guardia e Fossa dei Campioni decisero di provare a collaborare per formare un gruppo unico, solido e organizzato. Nel 1997 i Drughi, Vecchia Guardia e Area lasciarono la scena della Curva Scirea, poiché in disaccordo con i Fighters, consentendo la formazione del Black and White Fighters Gruppo Storico 1977 in anni di Stadio delle Alpi. (1990-2005)


Il Vissel Kobe (ヴィッセル神戸 Visseru Kōbe) è un club calcistico giapponese di Kōbe. Fondato nel 1966, milita in J1 League, la massima serie calcistica giapponese. Disputa gli incontri interni al Kobe Wing Stadium, sito nel quartiere cittadino di Hyōgo-ku.

Il club è stato fondato nel 1966 con il nome di Kawasaki Steel Soccer Club, e aveva la sua sede a Kurashiki, nella prefettura di Okayama. Nel 1994, la città di Kōbe raggiunse un accordo con i Kawasaki Steel per spostare il club a Kōbe e iscriverlo alla J. League con il nome di Vissel Kobe. Vissel è una combinazione delle parole inglesi "victory" ("vittoria" in italiano) e "vessel" ("vascello" in italiano), in riferimento al fatto che Kōbe è storicamente una città portuale.

Il Vissel Kobe esordì nella Japan Football League nel 1995. La catena di supermercati Daiei divenne lo sponsor ufficiale della squadra, ma il grande terremoto di Kobe mise in ginocchio lo sponsor, che dovette ritirarsi, lasciando nelle mani della città di Kōbe la gestione economica del club.

Gruppo principale nella Curva Nord di Kobe Universiade Memorial Stadium: Ultras Kobe (1995 - 2003, 2004?)

Nel 1996 il Vissel chiuse la JFL al secondo posto, guadagnandosi così la promozione alla J. League. Nel 1997 il Vissel esordì nella J. League, ma a causa di problemi economici e di gestione del club, non è mai stato capace di competere per il titolo. Nel dicembre 2003, i gravi dissesti economici costrinsero la società a finire sotto amministrazione controllata per evitare la bancarotta.


Gruppi principali (2004 - 2009): Nella Curva Nord di Kobe Univer e anche in Kobe Wing, il nucleo fra gruppi era ancora Ultras Kobe (2004 - 2005?), e dopo la sparizione di U.K. cui criticava modificazione della colore del club, la fatta senza dibattito per Crimson Group e Rakuten, il Bianco Nero Viking Kobe (2002?,2003?,2004 - 2009) ha preso luogo come il seconde gruppo di capo storicamente, nella Curva Nord di Stadio del Parco Misaki (Kobe Wing, Home's Stadium).

Il modo dei cori e vestiti dei tifosi granati e B.N.Viking erano drasticamente cambiati, dal precedente "Stilo d'Ultras Nippon" al modo di curva italiana che lo si adeguava bene dai 1990 ai 2000 anni, per GAMBINO, Brigate Neroazzure, Black and Blue Squad 1999 di Gamba Osaka, Bad Boys 1993 di Sanfrecche Hiroshima, Supporters Associates e ULTRAS NAGOYA di Grampas, TIFOSI 1992 di Yokohama Flügels e Yokohama FC, URAWA BOYS, PROGRESSO 1994 di Jubilo Iwata, Ultras Sapporo 1996 di Consadole, etc.

Nel gennaio 2004, il Vissel venne acquistato dal Crimson Group. La nuova proprietà ingaggiò subito l'attaccante turco İlhan Mansız, divenuto popolare durante la Coppa del Mondo del 2002. Mansiz però s'infortunò gravemente al ginocchio dopo appena tre partite. I tifosi di Kōbe, inoltre, non apprezzarono la decisione della dirigenza di modificare i colori ufficiali del club, passando dal bianco e nero all'amaranto.

Nel 2005 il Vissel concluse il campionato all'ultimo posto, retrocedendo in J League 2. La permanenza nella seconda divisione durò però pochissimo, infatti nel 2006 la squadra ottenne subito la promozione nella massima serie. Nel 2007, il team di Kōbe ottenne la salvezza.

Coro "Kobe Sanka" di B.N.Viking
e oltri tifos di J1 stagione 2005

2006


Drughi — il principale gruppo ultrà juventino nella Curva Scirea di Stadio Olimpico Grande Torino e anche nella Curva Nord di Allianz Stadium (2006 - 2022)


2007

Scontri fra Vissel e Gamba in Derby 2007 - 2008

2008

Stagione 2009: C'era la scomparsa emergenta di B.N.Viking Kobe, anche se poi pronto i 11 Stones ereditarono loro potenza in curva.

Gruppi principali: 11 STONES nella Curva Nord di Kobe Wing Sta.(2009 - 20??). Loro hanno fatto la unione fortissima per i gruppi organizzati, con Kobe Kaisei Giuku (こうべ かいせい じゅく/神戸海征塾) e Kobe Blood. E quindi per questa ragione, la confusione corta dei tifosi granati fa stagioni 2009 - 2010 si è finita.

2010

2011

Nella stagione 2012 retrocede in J. League Division 2. Nel 2013 si piazza secondo in classifica e risale così al massimo campionato per la stagione 2014. Il 6 dicembre 2014 il club viene acquistato dal gruppo Rakuten.

2013

 

2014

 

2015

 

2016


Nel giugno 2017 ha acquistato Lukas Podolski, vincitore della coppa del mondo nel 2014. Ha debuttato il 29 luglio, realizzando una doppietta nella vittoria contro l'Omiya Ardija ed in seguito è divenuto capitano della squadra.

 

Il 24 maggio 2018 viene ufficializzato il trasferimento di Andrés Iniesta dal Barcellona.

Il 1 dicembre 2018 viene ufficializzato il trasferimento di David Villa, libero dopo aver annunciato l'addio al New York City.

 

2019


Il 1º gennaio 2020 vince la Coppa dell'Imperatore, primo storico trofeo del club. Nello stesso giorno David Villa si ritira dal calcio giocato. L'8 febbraio la squadra conquista la prima Supercoppa nazionale del club, contro lo Yokohama F·M vincendo ai calci di rigore.

2020

 
停車駅(大阪駅-上郡駅間)

・ 1948-49ウルグアイサッカー選手組合ストライキ - 1950年ワールドカップ王者の知られざる内戦